BlogLuglio 17, 20260Cloro nell’acqua del rubinetto: perché c’è, fa male e come eliminarlo

Capita spesso di riempire un bicchiere d'acqua dal rubinetto e percepire un odore o un sapore che ricorda vagamente quello di una piscina. Non è un difetto dell'acquedotto: è il cloro, ed è lì apposta. Vediamo perché viene utilizzato, quali sono i limiti di legge e come è possibile eliminarlo per migliorare il gusto dell'acqua di casa.
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Perchè l’acqua potabile contiene cloro

Il cloro (in genere sotto forma di ipoclorito di sodio) viene aggiunto all’acqua durante il trattamento di potabilizzazione con una funzione precisa: eliminare batteri, virus e altri microrganismi patogeni prima che l’acqua arrivi nelle nostre case. È lo stesso principio di disinfezione usato ormai da oltre un secolo negli acquedotti di tutto il mondo, ed è uno dei motivi per cui l’acqua del rubinetto in Italia è generalmente sicura dal punto di vista microbiologico.

Il gestore idrico dosa il cloro in modo che ne rimanga una piccola quantità residua anche nel tratto finale della rete, quello che arriva fino al rubinetto di casa: questo “cloro residuo” serve a garantire che l’acqua resti protetta da eventuali contaminazioni lungo il tragitto nelle tubature, specialmente nei periodi più caldi o nelle zone con reti idriche più estese.

Cloro nell’acqua del rubinetto: è pericoloso?

In generale no, se resta entro i limiti previsti dalla normativa. La materia è regolata oggi dal D.Lgs. 18/2023, che ha sostituito il precedente D.Lgs. 31/2001 recependo la direttiva europea 2020/2184 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano. Il cloro residuo è classificato come parametro “indicatore“: non ha quindi un limite numerico fisso come i parametri di rischio sanitario, ma viene comunque monitorato dai gestori per garantire che resti a livelli minimi, sufficienti a disinfettare senza risultare percepibile.

Un aspetto su cui la normativa più recente ha invece introdotto soglie più stringenti riguarda i sottoprodotti della disinfezione con cloro, come clorati e cloriti, che si formano durante il processo di trattamento: il nuovo decreto fissa per questi un valore massimo di 0,25 mg/L. È un segnale che il legislatore europeo sta prestando sempre più attenzione non solo al cloro in sé, ma a ciò che si forma quando viene usato per disinfettare l’acqua.

In sintesi: bere acqua clorata secondo i parametri di legge non comporta rischi per la salute. Il problema, per la maggior parte delle famiglie, è un altro: il gusto.

Perchè il cloro cambia il sapore (e l’odore) dell’acqua

Il cloro è una sostanza estremamente volatile e il naso umano è in grado di percepirne la presenza anche a concentrazioni molto basse, ben al di sotto delle soglie che destano preoccupazione sanitaria. Per questo capita che un’acqua perfettamente conforme alla legge risulti comunque sgradevole da bere, soprattutto:

  • In estate, quando i gestori aumentano leggermente il dosaggio per compensare le temperature più alte;
  • In alcune zone della rete idrica, più lontane dagli impianti di potabilizzazione;
  • Nella doccia o nel lavaggio dei capelli, dove l’acqua calda favorisce il rilascio di cloro nell’aria, con un effetto secchezza su pelle e capelli che molte persone notano ma non sempre collegano alla causa corretta.

Come eliminare il cloro dall’acqua di casa

Ci sono diversi metodi, con efficacia molto diversa tra loro:

  • Lasciar riposare l’acqua in caraffa per qualche ora: riduce parzialmente il cloro libero per evaporazione naturale, ma è un metodo lento e poco pratico per un uso quotidiano, oltre a non intervenire sugli altri parametri dell’acqua.
  • Bollitura: accelera l’evaporazione del cloro, ma altera anche altre caratteristiche dell’acqua (concentra i sali minerali) e non è ovviamente una soluzione per l’acqua fredda da bere subito.
  • Filtri a carboni attivi: è il metodo più efficace e diffuso. Il carbone attivo adsorbe il cloro e migliora sensibilmente odore e sapore, oltre a trattenere altre sostanze responsabili di gusti sgradevoli.
  • Osmosi inversa: oltre a rimuovere il cloro, agisce anche su un ventaglio più ampio di contaminanti (nitrati, metalli pesanti, residuo fisso in eccesso), risultando la soluzione più completa per chi cerca un’acqua leggera e priva di qualunque sapore residuo.

La soluzione a casa, senza pensarci più

I sistemi di filtrazione domestica risolvono il problema del cloro alla fonte, direttamente sotto il lavello, garantendo un’acqua sempre priva di odori e sapori sgradevoli. La gamma Clik Micro/Ultra e Clik Nano a osmosi inversa di Tecpur sono pensate esattamente per questo: eliminano il cloro e le altre sostanze che alterano il gusto, restituendo un’acqua più leggera e piacevole da bere, sia naturale che frizzante con le linee Clik Soda.

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